La serata di degustazione al Pinsa Club di Santa Vittoria d’Alba è andata sold out, con oltre 50 partecipanti. In abbinamento tre impasti romani e le birre artigianali di Birra Carrù. Ecco com’è andata.
Se pensi che nelle Langhe si parli solo di vino, quella del 23 gennaio 2026 al Pinsa Club di Santa Vittoria d’Alba (CN) è stata la dimostrazione del contrario e del fatto che la birra artigianale abbia ormai in Piemonte una sua scena.
Cinquanta posti, il tutto esaurito per una serata di degustazione tecnica pensata per valorizzare un abbinamento gastronomico interessante, soprattutto per le materie prime condivise (acqua, cereali e tempo): birra artigianale e pinsa romana. Non una cena qualunque, ma un’esperienza guidata in cui ogni impasto aveva una birra pensata per accompagnarlo ed esperti dell’uno e dell’altro settore a raccontare il perché dietro ogni pairing proposto.
Tre impasti e tre birre artigianali
Il format di “Pinsa&Birra – Esperienza Guidata” può sembrare semplice nell’idea, ma non nella sua realizzazione. Infatti, nel corso della serata, hanno raggiunti i tavoli ben tre impasti diversi per tecnica, consistenza e carattere:
- la Pinsa Romana certificata OPR, dall’Associazione Originale Pinsa Romana;
- la Pizza Romana stesa a mattarello;
- un impasto multicereali di ricetta proprietaria del Pinsa Club.
Ad ogni impasto, la sua birra artigianale Birra Carrù:
- la Bogia Nen, birra Saison bionda prodotta con soli ingredienti piemontesi;
- la Battagliera, birra American Pale Ale bionda dal carattere deciso e dissetante;
- la Manico Rosso, birra Italian Grape Ale ambrata con il 10% di mosto d’uva.
Non si è parlato solo di sapori, però. La serata ha approfondito aspetti concreti e cruciali, come l’idratazione degli impasti, i tempi di maturazione, la gestione della cottura in forno. E così per la birra: produzione brassicola, cultura birraria e caratteristiche organolettiche, perché bere e mangiare bene passano dalla consapevolezza di cosa abbiamo nel bicchiere e nel piatto.
Marco Miconi, fondatore di Pinsa Club, ha riferito a proposito della sua visione del format: «Non volevamo una semplice cena degustazione, ma un momento di racconto e confronto. Il territorio delle Langhe è abituato alla cultura del vino: portare la cultura della birra artigianale e dell’impasto tecnico è stata una sfida interessante».
Una sfida vinta, con numeri alla mano.
E adesso?
Vista la risposta entusiasta, l’idea di una replica nei prossimi mesi sta diventando più che probabile. Se vuoi essere tra i primi a saperlo e assicurarti il tuo posto, segui i social di Birra Carrù e di Pinsa Club per tutte le novità.
Birra artigianale e pinsa nelle Langhe sta tornando.










