Bogia Nen: prima birra artigianale piemontese in lattina da filiera certificata

Prima birra artigianale piemontese da filiera certificata: Bogia Nen in lattina.

C’è una birra che resta ferma. Nel senso più letterale del termine: non varca i confini della regione, non cerca materie prime lontane, non scende a compromessi con l’identità del territorio da cui nasce. Si chiama “Bogia Nen” (…si legge bùgia) di Birra Carrù, il nostro birrificio di famiglia, con cui dal 2017 portiamo nel bicchiere la semplicità. 

Ma qual è la novità? Dalla primavera 2026, Bogia Nen è la prima birra in lattina ad aver ottenuto dalla Regione Piemonte la certificazione ufficiale di “Birra da filiera piemontese”. Un riconoscimento che premia una scelta precisa, coerente e, come vedremo, tutt’altro che scontata nel mondo della birra artigianale.

Indice dei contenuti

Un nome che racconta 277 anni di carattere piemontese

Prima ancora di parlare di luppolo e malto, fermiamoci sul nome. “Bogia Nen”, in piemontese, che non si muoveè una delle espressioni più identitarie del carattere regionale: determinata, tenace, radicata (e anche un po’ pigra, secondo le interpretazioni moderne).

L’espressione rimanda a un episodio storico preciso: il 19 luglio 1747, quando i soldati piemontesi difesero strenuamente il Colle dell’Assietta, in Val di Susa, respingendo l’assalto di un esercito francese nettamente superiore per numero. La frase che pronunciarono, Nojàutri bogioma nen (Noi non ci muoviamo), divenne il simbolo di una resistenza che non cedette il passo al nemico.

Scegliere questo nome per la nostra birra artigianale è stato tutt’altro che casuale. Così come i soldati piemontesi, anche le materie prime con cui produciamo la Bogia Nen sono radicate nel territorio, non varcando mai i confini regionali.

Cosa significa "birra da filiera piemontese": la certificazione della Regione Piemonte

La certificazione di “Birra da filiera piemontese”, rilasciata dalla Regione Piemonte, è il riconoscimento ufficiale che attesta la piena tracciabilità delle materie prime, dall’agricoltura alla produzione.

Bogia Nen è prodotta con orzo e farro coltivati in Piemonte e con luppolo raccolto direttamente a Carrù (CN), lo stesso comune in cui si trova il nostro birrificio. Filiera corta nel senso più letterale: dalla terra alla sala cottura.

Inoltre, Bogia Nen, riporta il bollino del Consorzio BOP – Birra Origine Piemonte (birradelpiemonte.it), che riunisce coltivatori, agricoltori, birrai e produttori impegnati a garantire la qualità dell’intera catena brassicola regionale, dalla semina alla bevuta.

Lelio Bottero, fondatore e birraio di Birra Carrù, è membro del Consiglio di Amministrazione del Consorzio BOP e sta lavorando attivamente al percorso che punta al riconoscimento IGP per la birra piemontese.

Marchio birra da filiera piemontese della Regione Piemonte per la birra artigianale Bogia Nen.

Bogia Nen nel bicchiere: l'anima piemontese

Dal punto di vista sensoriale, Bogia Nen è una bionda artigianale con ingredienti e carattere piemontesi. Lievemente torbida, ad alta fermentazione, si presenta con un colore dorato pulito e una schiuma fine e persistente.

Con il 6% alc. vol., si distingue per:

  • Bevibilità secca e dissetante, ottima per una bevuta semplice e versatile;
  • Aromaticità erbacea data dal luppolo locale, ben bilanciata dal dolce del malto;
  • Una struttura che invita al secondo sorso, senza mai pesare.

Da servire tra gli 8 e i 10°C, si abbina molto bene con i piatti della tradizione piemontese: pasta fresca ripiena, carne alla griglia e formaggi del territorio. Una birra da tavola, da condivisione, da convivialità.

Perché la lattina: una scelta di valori, non di moda

Perché abbiamo scelto di confezionare Bogia Nen in lattina da 33cl? Una decisione che può sorprendere chi associa la birra artigianale alla bottiglia in vetro, ma che, in realtà, risponde a una logica precisa.

“La scelta di confezionare la Bogia Nen in lattina non è solo estetica o moda: è mettere in pratica i valori in cui crediamo”, dice Lelio, fondatore e birraio di Birra Carrù.

E i numeri danno ragione a questa scelta. L’alluminio è l’unico materiale da imballaggio per bevande riciclabile al 100% e infinite volte, senza perdere le proprie proprietà strutturali. Il riciclo richiede soltanto il 5% dell’energia necessaria per produrre il metallo primario, con una riduzione drastica dell’impronta di carbonio.

In Italia, secondo i dati del CIAL (Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio), il tasso di riciclo delle lattine supera il 90%: nel 2024, grazie al riciclo di oltre 62.400 tonnellate di imballaggi in alluminio, sono state evitate circa 442.000 tonnellate di CO₂ equivalenti. Il 75% di tutto l’alluminio mai prodotto è ancora oggi in circolazione: una risorsa permanente, invece di un rifiuto.

A questi dati ambientali si aggiungono vantaggi concreti per la qualità della birra: la lattina esclude completamente luce e ossigeno, i principali nemici della freschezza aromatica. È più leggera del vetro, abbatte i costi di trasporto e riduce le emissioni legate alla distribuzione.

“Quando parliamo di filiera piemontese e di sostenibilità, non vogliamo che rimangano parole: la lattina è il modo in cui rendiamo tutto questo concreto, già nel packaging”.

La filosofia del nostro birrificio si riassume nel motto “Sensa Tante Bale”: birre buone, semplici, pensate per farsi bere dal primo all’ultimo sorso. Birre radicate nel territorio, frutto di un investimento tecnologico costante e di un amore artigianale che non si negozia.

“Non facciamo birre per stupire a prima impressione. Le facciamo per convincere sorso dopo sorso, sempre uguali a sé stesse, sempre oneste con chi le beve”, racconta Lorella.

Bogia Nen è la sintesi più riuscita di questa filosofia: una birra artigianale piemontese che non ha niente da dimostrare fuori dai propri confini, proprio perché dentro quei confini ha tutto ciò che le serve.

Domande frequenti

Tags :

Ehi, ce li hai 18 anni
per entrare qui? 😏